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The Circle: una dittatura social

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Anche oggi voglio proporvi il mio personale commento e le riflessioni che sono scaturite dalla visione del bellissimo film the Circle, capolavoro con Tom Hanks e Emma Watson. Il mio sarà un commento basato su ciò che il film mi ha trasmesso piuttosto che la solita riproposizione della trama con una minima parte di commento, quindi parlerò poco del film in sé, ne parlerò quel poco che basta per far partire la mia riflessione da qualche punto concreto, e per dare un’idea generale degli argomenti trattati nel film; perciò vi invito comunque a leggere la trama o a vedere direttamente il film per riuscire a comprendere meglio le mie riflessioni. Inizio quindi col darvi un quadro generale e molto sintetico degli argomenti trattati: il film si basa sostanzialmente sull’intreccio tra la vita di una normalissima ragazza di campagna e quello che viene presentato come il più grande social network americano e probabilmente globale, almeno da quanto si intuisce dallo svolgersi del...

FUTURO: TECNOLOGIA E SPAZIO

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FUTURO: TECNOLOGIA E SPAZIO Qualche giorno fa ho visitato una mostra sullo spazio incentrata in modo particolare sul nostro sistema solare, sui pianeti che lo compongono e i loro i satelliti e con un focus molto interessante sulle risorse di cui è composto e che sono presenti nell’universo. Questa mostra mi ha ispirato a formulare un’ipotesi a dir poco fantascientifica che unisce una mia personale analisi riguardo a ciò che potrebbe essere il nostro futuro a livello tecnologico e quella che, forse, è semplicemente fantasia adatta a un romanzo di fantascienza. La mia ipotesi è basata sull’idea che in un futuro che spero lontano ma temo vicino, saremo talmente dipendenti dalla tecnologia che essa si sostituirà a noi. Pensiamoci. Grazie all’intelligenza artificiale le macchine saranno sempre più indipendenti dalla programmazione umana. Quotidianamente cerchiamo di scaricare la gran parte della mole di lavoro sui macchinari, lasciando spesso che a controllarle siano computer molt...

CULTURA E NUOVE TECNOLOGIE

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Ogni tanto capita di leggere un brano, leggere il passo di un libro o ascoltare le parole di una canzone e sorprendersi della loro incredibile attualità, nonostante siano stati scritti o composti decine o addirittura centinaia di anni fa. Io non credo certo nella ciclicità del tempo come i Maya o altre culture del passato, per le quali la spiegazione di ogni evento del presente era contenuta in fatti già accaduti, è evidente però come eventi del nostro passato possano aver portato gli studiosi, i letterati e gli artisti dell’epoca a darne spiegazioni che sembrano far riferimento a fatti del nostro quotidiano presente. Un esempio che mi è capitato sott’occhio proprio in questi giorni è un testo scritto poco meno di 200 anni orsono ad opera di un grande della nostra letteratura: Leopardi. L’opera in questione è il “Dialogo di Tristano e di un amico” nel quale l’autore, tra le altre tematiche, esprime la sua visione del mondo socio-culturale a lui contemporaneo, usando parole che...

GREENBOOK: Conosci il tuo prossimo

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GREENBOOK Conosci il tuo prossimo Uno degli insegnamenti della fede Cristiana che mi ha sempre particolarmente colpito è:” ama il prossimo tuo come te stesso”. La cosa particolare e che forse si tende spesso a sottovalutare è la figura del “prossimo”, chi è il prossimo di cui Gesù parla? Se ci si riflette la conclusione a cui probabilmente si giunge è quella di considerare chiunque come mio prossimo, magari una persona che non conosciamo, oppure una che non ci è simpatica, la cosa difficile è riuscire ad amarla ugualmente. Detta così sembra follia pura, ma se indaghiamo nella nostra quotidianità è un concetto ricorrente che si manifesta, seppure in forme differenti, sempre nella nostra quotidianità; pensiamo ad esempio ai concetti, a volte scontati, dell’uguaglianza, della cortesia, della gentilezza, dell’accoglienza, non sono forse una manifestazione di amore verso il prossimo? Gesù non specifica chi debba essere il “prossimo” dice solo “amalo come ami te stesso...

MISTER CHOCOLAT: una storia di razzismo

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Mister Chocolat è un film che parla di intolleranza e di razzismo, è la storia di un clown di inizio dello scorso secolo che aveva la pelle nera, e che grazie alle sue esibizioni in coppia con un altro clown bianco "Footit" riuscì a rivoluzionare il mondo del circo e dello show circense. Una storia di razzismo perché nella società parigina, francese, e probabilmente europea, dell'epoca il "negro" era solo una attrazione da circo, una bestia esotica più simile a una scimmia che a una persona come noi. Il successo di una persona che ha un tratto somatico diverso dal nostro non era tollerato e tollerabile per la società dell'epoca e anche chi gli sta intorno e gli vuole bene viene bollato come un essere inferiore, una persona che non è degna neanche di uno sguardo, che si può liberamente insultare in quanto si accompagna al "negro" l'essere inferiore.  La domanda che mi pongo è ma la società di oggi, 100 anni dopo, come vive il successo d...

L'amore: una strana bellezza

Vi siete mai sentiti completati e perfettamente in sintonia con un’altra persona? Legati a tal punto che senza questa persona non riuscireste a vivere bene? Non serve che questo legame sia necessariamente fisico, ormai con i moderni mezzi tecnologici possiamo essere virtualmente insieme a qualcun altro in qualsiasi momento della nostra vita, qualsiasi sia la distanza che ci separa. Se di questa persona proprio non potete fare a meno e il solo non sentirvi, il solo non essere in contatto, anche solo per una giornata, vi crea un senso di vuoto, allora siete decisamente innamorati. Ebbene sì anche io voglio cimentarmi in un tema delicato come questo sul quale sono stati spesi fiumi di inchiostro, ma è un tema, un sentimento, talmente presente nella vita quotidiana di ognuno di noi che non potevo non parlarne. Il difficile più che parlarne è riuscire a trovare qualcosa di interessante da dire, perché in fondo se anche solo una volta nella nostra vita siamo stati innamorati po...

RIFESTIVAL, STORIA IN FESTIVAL

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Il primo giorno del festival è stato dedicato al fenomeno delle migrazioni da un punto di vista storico, andando a conoscere le cause storiche dei fenomeni migratori attuali, le conseguenze che questi fenomeni hanno sul mondo del lavoro, attraverso una approfondita analisi del caporalato, e di come le migrazioni non siano un fenomeno che riguarda solo la nostra realtà presente ma che già nel mondo antico era tema di notevole importanza. Quest’ ultimo aspetto è stato affrontato da   Tiziana Lazzari, Giorgio Ravegnani e Pier Giorgio Grawonski, in una conferenza dal titolo “Confini e migrazioni: Limes e invasioni barbariche” in cui si scopre   che il fenomeno delle migrazioni era molto ben conosciuto 2000 anni fa, nel mondo della Roma antica. Partiamo da una domanda un po’ strana: siamo sicuri che il Limes, la grande linea di fortificazioni al confine del mondo romano, servisse a tener fuori quei rozzi, brutti e cattivi dei barbari e non a tener dentro i belli e civi...